martedì 3 gennaio 2012

ANNO III NUMERO III

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SOMMARIO

Stéphane Mallarmé Tomba di Edgard Poe

Claire Nancy La tomba d’Edgard Poe o la lettera rubata

Jean-Christophe Bailly Un canto è ancora possibile?

Jean-Luc Nancy Poema dell’addio al poema: Jean-Christophe Bailly

Philippe Lacoue-Labarthe Frase II (Chiarificazione)

Mario Nicolao Il passo parallelo

Mario Richter L’accecante fortezza

Michel Deguy Della poesia oggi

Henri Gaudin Fiordi

Jean-Paul Michel Si scrive sotto impulso, si taglia a orecchio

Laura Barile La musica e l’oltre di Caproni

Mario Nicolao Excerpta

Laura Erber Sequenza

Tomas Maia Parlatorio (serie)

Beatrice Leca & Paolo Cari Pini

236 pagine

chorus@nicolao.org

3 commenti:

IL BLOG DI CHORUS UNA COSTELLAZIONE ha detto...

GLI AUTORI

JEAN-CHRISTOPHE BAILLY (Parigi 1949). Scrittore, filosofo e drammaturgo. Ha fondato e diretto le riviste Fin de siècle (1974-1977) e Aléa (1981-1989). Dirige dal 1984 la collana “Détroits” dell’editore francese Christian Bourgois. è autore di alcune opere chiave per la letteratura e il pensiero francesi contemporanei. Segnaliamo tra i saggi Le champ mimétique, Adieu, essai sur la morts des Dieux e La fin de l’Hyme, nonché il poema Basse Continue. Firma anche alcuni studi decisivi sull’arte, dedicati a Marcel Duchamp, a Koo Jeong-a, a Jacques Monory, a Kurt Schwitters. In italiano è disponibile il suo libro sui ritratti del Fayoum: L’apostrofe muta.

LAURA BARILE. Insegna Letteratura Italiana Contemporanea all’Università di Siena. Ha dedicato la sua vita alla ricerca, e affianca ai corsi che tiene in Italia conferenze, seminari e lezioni nelle principali istituzioni internazionali (dall’Università di Montreal a Yale, dalla Brown alla Columbia University, da Harvard alla Sorbona). Si occupa in particolare di poesia. Suoi: Sereni (1995), Il passato che non passa e altri scritti su Vittorio Sereni (2003). Ha curato l’edizione degli inediti Quaderno genovese (1983) e Lettere e poesie 1923-25 a Bianca e Francesco Messina (1995) di Eugenio Montale, e sul poeta genovese ha scritto Adorate mie larve. Montale e la poesia anglosassone (1990, Premio Ossi di seppia) e Montale, Londra e la luna (1998). Ha esordito nella narrativa con i racconti di Oportet (1997, premio Calvino). e di recente ha pubblicato Il resto manca (2003).

PAOLO CARI (dintorni di Cartagine, 1972) Ha intrapreso in giovane età lo studio delle arti grafiche. Racconta di essere passato alla pittura colpito dalla celebre frase che il cineasta Michelangelo Antonioni aveva rivolto al pittore Mark Rothko: “I miei film, i suoi quadri : non parlano di nulla, ma lo fanno con precisione”. Influenzato da questa rivelazione ha impresso alla sua attività una svolta pervenendo a uno stile personale e al tempo stesso in continua evoluzione, costantemente sospeso tra linea figurativa e sollecitazione astratta, indagine del colore e magia dell’inchiostro.

MICHEL DEGUY (Parigi, 1930). Professore all’Università di Paris VIII, ospite per le sue conferenze e i suoi corsi delle principali università internazionali. Ha presieduto dal 1989 al 1992 il Collège International de Philosophie e dal 1992 al 1998 la Maison des écrivains. Caporedattore e ispiratore della rivista Po&sie, vincitore dei premi più prestigiosi di poesia e letteratura, ha dedicato la sua vita alla traduzione (di Heidegger, di Paul Celan, della poesia americana per esempio) e alla scrittura. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo. In lingua italiana segnaliamo Gisants, edito da San Marco dei Giustiniani.

LAURA ERBER è nata a Rio de Janeiro nel 1979. Insignita del Premio Nova Fronteira per la miglior adattazione libera dello scrittore brasiliano João Guimarães Rosa con il video Campo Geral (2001) e borsista della fondazione Vitae di San Paulo per un progetto cinematografico sulla scrittrice Carolina Maria de Jesus, è autrice di cinema e letteratura. Collabora attivamente a diverse riviste sudamericane di poesia (Inimigo Rumor, Goéland, Cacto, Poesia Sempre). Ha publicato nel 2002, in Brasile, Insones, la sua prima raccolta di poesie, tradotta oggi in francese e tedesco, dalla quale è tratta la poesia Sequenza. Borsista in letteratura all’Akademie Schloss Solitude di Stoccarda sta per pubblicare per le edizioni omonime Os corpos e os dias. Ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali con il suo primo film Diario do Sertao prodotto dal Centro di Studio Nazionale per le Arti Contemporanee Le Fresnoy e prescelto da numerosi festival. Sue esposizioni personali sono state di recente organizzate dal Centro internazionale d’arte e del paesaggio di Vassivière e dalla Fondazione Mirò di Barcellona.

HENRI GAUDIN figura eminente dell'architettura francese, insignito del Gran premio di Architettura nel 1989 (distinzione che ricusò) e medaglia d'oro dell'Accademia di architettura nel 1994, ha ricevuto due volte il Compasso d'argento, uno dei premi più prestigiosi che la sua disciplina conosca: nel 1986 per un complesso di alloggi popolari a Evry-Courcouronnes e nel 1994 per lo stadio Charléty. Di lui si ricordano in particolare l’Università Saint Leu di Amiens, la Scuola Nazionale Superiore di Lione, il rinnovato Musée Guimet di Parigi e il Conservatorio Nazionale di Musica e Danza di Strasburgo inaugurato di recente.
Vero umanista, occupa un posto a parte nella storia dell'architettura attuale. Fondamentali sono i suoi libri Seuil et d’ailleurs, Considerations sur l’espace e il volume monografico Henri Gaudin apparso in Francia con scritti di Jean-Christophe Bailly e Anne de Staël.

PHILIPPE LACOUE-LABARTHE è nato a Tours nel 1940. Filosofo e scrittore, insegna estetica e filosofia. Traduttore e curatore di alcuni dei volumi decisivi di Hölderlin e Nietzsche in francese e insieme a Jean-Luc Nancy della fondamentale antologia del Romanticismo tedesco L’absolu littéraire. Tra i molti libri che ha pubblicato, conosciuti in tutto il mondo, segnaliamo La finzione del politico, Il mito nazi, Tipografia I e II, L’expérience de la poésie. Tra i più recenti Phrase.

BEATRICE LECA (Parigi 1970). Scrittrice. Il suo primo romanzo si intitola Technique du marbre (Seuil, 1997) e le è valso il premio Fénéon. Ma spiccano per la loro prosa cristallina il racconto Des années encore (Seuil, 1999) e il recente Au bord des forêts (Melville, 2005). Segnaliamo anche l’introduzione a Journal 1919-1924. Aller droit à l'enfer par le chemin même qui le fait oublier di Mireille Havet per le edizioni Claire Paulhan (2005).

TOMAS MAIA (Lisbona 1967). Scrittore e filosofo. Proviene da studi d'Arti Plastiche (Lisbona), Letteratura (Parigi) e Filosofia dell'arte (Strasburgo). Insegna alla facoltà di Belle Arti dell’Università di Lisbona. Segnaliamo pubblicato in edizione bilingue per i Quaderni di Chorus il testo La convocation. Altre serie del Parlatorio sono state pubblicate sul numero 1 di Chorus una costellazione e della rivista Les cahiers intempèstifs. Lavora attualmente insieme ad André Maranha a un progetto cinematografico ispirato dai Colloquii con i personaggi di Pirandello.

JEAN-PAUL MICHEL (Corrèze 1948) Scrittore. .E’ autore di numerosi libri di poesia e saggi, che hanno ricevuto gli elogi della critica più attenta (Jean-Luc Nancy, Mathieu Benezet, Patrick Kéchichian). Segnaliamo in particolare Bonté seconde dal quale sono tratte le pagine qui tradotte. E’ altresì il fondatore delle prestigiose edizioni William Blake & Co. di Bordeaux per le quali cura la scelta dei titoli e dei testi.
CLAIRE NANCY Ellenista e traduttrice (per esempio di Euripide), ha dedicato la vita all’insegnamento. Suoi scritti appaiono regolarmente sulla rivista Po&sie . è in preparazione una raccolta di suoi saggi.
Jean-Luc Nancy (Bordeaux, 1940). Filosofo. Ha insegnato Filosofia nelle università di Strasburgo, Berlino e San Diego, California. E’ autore di numerosi libri e saggi, molti tradotti in italiano. Tra questi segnaliamo in francese Déconstruction du christianisme : Volume 1, La Déclosion (Galilée éd.) del quale Chorus ha pubblicato la prima sezione nel numero 1 e in italiano La pelle delle immagini, scritto a quattro mani con il filosofo italiano Federico Ferrari (Bollati Boringhieri).

MARIO NICOLAO (1940) ha pubblicato numerosi saggi e articoli, in particolare sull’opera di Adonis. Fra i libri La maschera di Rossini (Rizzoli 1990) e, con Vincenzo Consolo, Il viaggio di Odisseo (Bompiani 1999). Nel 2001 è uscita una raccolta di poesie intitolata Carte Perse (Edizione San Lorenzo).

MARIO RICHTER (Valdagno 1935) è ordinario di Lingua e Letteratura Francese all’Università di Padova. Fine conoscitore della poesia francese antica e moderna ha dedicato a Baudelaire diversi scritti, fra i quali La moralité di Baudelaire (1990) e la lettura integrale dei Fiori del Male in due volumi (Ginevra, Slatkine, 2001). Ha seguito con i suoi studi la strada che da Baudelaire porta al Surrealismo. La crise du logos et la quête du mythe (1976), Les deux cimes de Rimbaud (1986) e Apollinaire (1990).

Michel Butor ha detto...

Félicitations pour votre belle revue

Mario Richter ha detto...

Il numero 3 di Chorus è sinceramente denso di problemi, di angosce, di interrogativi, di prospettive e di speranze
C’è molto fermento.
Si sente che la poesia ha un futuro